|
|
|
||
|
( a cura di Palermo Dr. Francesco ) Il promontorio dell'Argentario presenta due insediamenti urbani principali: a NW quello di Porto Santo Stefano, a SE quello di Porto Ercole. In essi si concentra la quasi totalità della popolazione (circa 12.000 abitanti) ed in essi sono presenti la maggior parte delle attività economiche del promontorio. I due paesi però non hanno avuto nel tempo lo stesso sviluppo urbanistico. Il primo centro abitato di cui si abbia notizia è Porto Ercole, che dal I sec. a.C. ha cominciato ad avere una certa importanza commerciale. Lo sviluppo urbanistico del porto è stato favorito soprattutto dalla sua posizione più riparata e dalla migliore difendibilità offerta dal territorio circostante. Ed ecco che mentre P. S. Stefano è ancora allo stato embrionale, P. Ercole nel '500 viene dotato dai Senesi di una cinta muraria, ed un secolo più tardi è ulteriormente fortificato dagli Spagnoli, che erigono ben tre fortezze a sua difesa; mentre solo nel XVII sec. viene ultimata la Fortezza di P. S. Stefano. Venuta meno la necessità di difendere il promontorio dagli attacchi pirateschi del XVIII sec., nell'800 comincia l'espansione urbanistica di P. S. Stefano, con un bacino più ampio di P. Ercole e con un porto che presentava maggiori possibilità d’espansione commerciale. Grazie alla sua privilegiata posizione geografica e alla ricchezza d’insenature che caratterizzano la sua morfologia, il Promontorio dell’Argentario ha sempre costituito, per gli antichi popoli di navigatori, un felice e sicuro punto d’approdo, quando lo imponeva la necessità di uno scalo o la ricerca di sostanze naturali. Sembra che persino i Fenici, dopo aver fondato colonie in Sardegna durante il loro lungo e audace avanzare verso le lontane regioni del Mediterraneo, si siano stanziati nella zona, per porre forse delle basi di rifornimento o per costruire magazzini adibiti a deposito; e questo stanziamento doveva compiersi, con molta probabilità, nell’area meridionale del Monte, sulla quale si estendono oggi Porto Ercole e la Feniglia (è infatti ipotizzata l’origine fenicia di questo toponimo). Anche gli Etruschi, la cui presenza nella Maremma circostante è ampiamente documentata da resti archeologici, hanno conosciuto l’Argentario e quasi certamente solo il suo versante meridionale. Si può da questo arguire come la storia di Porto Ercole e il suo circondario abbia origini più remote dell’attuale capoluogo Porto S. Stefano, che di formazione più recente. Alla fine del XIII secolo, questo territorio veniva dato in concessione agli Aldobrandeschi, potenti feudatari toscani. Nelle bolle papali del tempo, che riconoscono possessi o rinnovano le concessioni di feudi, viene citato spesso il nome di Porto Ercole, ma sembra che di Porto S. Stefano non si faccia mai menzione. Nel 1414, dopo l’occupazione del territorio da parte del re di Napoli Ladislao, Siena rientra in possesso del promontorio, interessandosi seriamente alla sua sicurezza. Porto Ercole era da alcuni secoli in fase di decadenza e degrado, causati dai frequenti passaggi o successioni di famiglie feudatarie nella sua amministrazione. Adesso, nuovamente in mano senese, si opera affinché riacquisti l’importanza politica e commerciale di un tempo. Si pensa infatti a fortificare il porto, e il veneziano Agnolo Morosini ottiene in concessione il Monte Argentario con l’obbligo di edificarvi un sistema di fortificazione. Del 1442 è, infatti, la costruzione della Torre Argentiera, unica, fra tante, d’origine senese. La mancata fortificazione di Porto Ercole ed il ritrarsi dagli impegni assunti da parte del Morosini inducono Siena a fare altre concessioni al fine di trovare il giusto governo per l’Argentario. Ma né l’uno né l’altro privato cittadino che successe al Morosini fu in grado di amministrare con profitto e di realizzare costruzioni atte alla difesa dai corsari che infestavano il Mediterraneo. Le incursioni di Khair Ad-Din, il Barbarossa, arrivarono a Porto Ercole, che fu ampiamente saccheggiato. Ciò accadeva nell’anno 1542. Periodo, questo, alquanto movimentato per la storia italiana, teatro degli scontri franco-spagnoli, il cui esito influenzerà direttamente il Monte Argentario per quanto concerne la creazione dello Stato dei Presidi. Gli Spagnoli, dopo la caduta della Repubblica in Firenze, la restaurazione dei Medici e la resa dei Senesi dopo l’assedio subito, cedono a Cosimo I dei Medici, che nel 1569 sarà insignito del titolo di Granduca di Toscana, la città di Siena con i suoi possedimenti, riservandosi però il possesso di Orbetello, del Monte Argentario e del territorio che giunge fino a Talamone, possessi che Filippo II riunisce sotto la denominazione di Stato dei Reali Presidi (1557). Due anni più tardi, con la pace di Cateau-Cambresis, l’egemonia spagnola si fondava, oltre che sullo Stato dei Presidi, sul possesso di Milano, Napoli, Sicilia e Sardegna, e tra il Nord e il Sud dell’Italia spagnola lo Stato dei Presidi rivestiva un’importanza strategica. A quest’epoca risalgono le costruzioni e fortificazioni che Filippo II fa erigere per difendere il promontorio con le terre circostanti da eventuali attacchi turchi. A quel tempo, Porto Ercole possedeva già mura di cinta costruite circa un secolo prima, durante la dominazione senese, ed anche se a più riprese, furono progettati piani per garantire al porto un sistema di difesa sicuro: la situazione era tale che si imponeva con urgenza una vera e propria opera di fortificazione. In special modo per Porto S. Stefano, che rispetto a Porto Ercole aveva sempre goduto di minore attenzione, vuoi perché le scorrerie piratesche alle quali era esposto scoraggiavano ogni azione promotrice, vuoi perché la mancanza di un centro abitato non stimolava quelle energie necessarie all’attuazione di qualsivoglia progetto. Furono quindi edificati, in Porto Ercole, il Forte Filippo, in onore del re spagnolo, posto sul monte omonimo che divide Porto Ercole da Cala Galera, ultimato dal Camerini nel 1563; la Rocca, la più grande fortezza militare dell’Argentario, che con passaggi sotterranei si collega a Santa Barbara (attualmente proprietà privata) eretta sulla cima della collina che fronteggia Monte Filippo; Forte Stella, così chiamato per la caratteristica forma di stella a sei punte del suo punto centrale, costruito per lo più con funzione di avvistamento su un preesistente forte di qualche decennio prima, in posizione più meridionale rispetto alla Rocca; Forte S. Caterina, opera ausiliaria del Forte Filippo. In Porto S. Stefano, al centro dell’attuale abitato è posta la Fortezza, costruzione militare di un certo rilievo, ultimata nei primi anni del secolo XVII. Da ricordare anche le torri di avvistamento, attualmente divise tra la proprietà demaniale e quella privata, dislocate sulla linea costiera da sud a nord: Torre Avoltore, Torre Ciana, Torre delle Cannelle, Torre di Cala Piatti, Torre Lividonia.
|
|
||
|
|
|
||
|
WebMaster: Claudio Castriconi |
|||